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Pensiero di domenica 31 maggio 2020

Spirito Santo - attirarlo grazie a un'incessante purificazione

Il discepolo che lavora per attirare il fuoco celeste sa che quel fuoco verrà solo in un preciso luogo appositamente preparato per riceverlo. Il discepolo lavora incessantemente per purificare e santificare tale luogo, che ovviamente si trova dentro di lui. Attraverso la meditazione, la preghiera e la pratica quotidiana delle virtù, egli edifica una dimora fatta di una materia pura e luminosa nella quale il fuoco riconosce la propria quintessenza, e per questo ne è attratto. Nella tradizione cristiana, il fuoco celeste viene chiamato “Spirito Santo”, e la festa della Pentecoste celebra la discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù, sotto forma di fiamme, di lingue di fuoco. Ed è stato allora che essi hanno ricevuto il dono di guarire, di profetizzare, di parlare tutte le lingue... Lo Spirito Santo, infatti, non arriva da solo, ma è accompagnato da angeli, da arcangeli, da tutta una gerarchia celeste, oltre che da numerosi servitori della natura i quali si stabiliscono nell'uomo sotto forma di doni, di facoltà e di virtù.

Omraam Mikhaël Aïvanhov

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